Comunicare la sessualità su Instagram

Il confine tra un bisogno commerciale e un bisogno sociale

Tesi triennale · Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative

Da dove nasce la ricerca

La sessualità non riguarda soltanto prevenzione, anatomia o rapporti sessuali. Cambia insieme alle persone, alla cultura e alla società e influenza il modo in cui costruiamo identità, relazioni e percezione di noi stessi.

Da qui nasceva una domanda che attraversa tutta la ricerca:

Se la sessualità ha un ruolo così importante nella vita sociale, perché è ancora così difficile comunicarla in modo completo, accessibile e libero da tabù?

Instagram stava diventando uno degli spazi in cui cercare risposte. E mentre istituzioni e famiglie non sempre riuscivano a fornire strumenti adeguati, alcuni brand iniziavano a utilizzare i propri profili non soltanto per vendere, ma anche per informare, sensibilizzare e rispondere alle domande delle proprie community.

Copertina della tesi di laurea triennale Comunicare la sessualità su Instagram di Maura Castrignanò

Il punto di osservazione

La ricerca analizza la comunicazione Instagram di Durex, MySecretCase e Control, tre brand legati alla vendita di preservativi e sex toys.

L’obiettivo era capire come un’azienda possa parlare di sessualità mentre persegue contemporaneamente una finalità commerciale, osservando il confine — non sempre netto — tra promozione del prodotto e risposta a un bisogno sociale di informazione.

Quando chi vende un prodotto inizia anche a rispondere a domande che altrove rimangono senza risposta, dove finisce la pubblicità e dove comincia la funzione sociale della comunicazione?

Prima dei post, il contesto

Una parte importante della ricerca parte molto prima di Instagram.

Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione di preservativi e giochi per adulti, osservando come nel tempo siano cambiati prodotti, percezioni culturali e rapporto della società con la sessualità.

La ricerca arriva poi al contesto contemporaneo italiano, considerando anche limitazioni, proposte legislative, decreti e rappresentazioni mediali, per capire in quale ambiente culturale questi brand si trovavano a comunicare.

Come si comunica la sessualità su Instagram?

Il secondo livello della ricerca entra direttamente nei profili dei brand.

L’analisi prende in considerazione:

  • Tone of voice e brand identity
    Come cambia il linguaggio quando bisogna essere contemporaneamente riconoscibili, commerciali e credibili su un tema delicato?
  • Inclusività
    Chi viene rappresentato e attraverso quali parole, immagini e riferimenti?
  • Linea comunicativa e hashtag
    Quali temi vengono associati al brand e come vengono organizzate le conversazioni?
  • Responsabilità sociale d’impresa
    Quando un contenuto supera la promozione del prodotto e prende posizione su un tema sociale?
  • Figure retoriche e tabù
    Ironia, metafore, doppi sensi e altri espedienti possono rendere più facile parlare di ciò che normalmente viene evitato?
  • Linguaggio non verbale
    Immagini, emoji e rappresentazione dei contenuti sensibili diventano parte integrante della costruzione del messaggio.

Cosa pubblicavano davvero?

Il terzo capitolo entra nei contenuti veri e propri e mostra come la comunicazione dei tre brand non si limitasse alla vendita.

Emergono tre grandi aree.

Informazione e curiosità

Accanto alla pubblicità compaiono contenuti esplicativi, compresi approfondimenti con medici e specialisti, che rispondono a dubbi legati alla sessualità e alla salute.

Sensibilizzazione

I profili affrontano anche temi che superano il prodotto, tra cui LGBTQ+, violenza e AIDS.

Domande delle persone

Le FAQ diventano un altro indicatore importante: i contenuti rispondono direttamente a curiosità e bisogni espressi dalla community.

Il punto centrale

Il bisogno commerciale non esclude necessariamente quello sociale.

I brand analizzati vendono prodotti e hanno quindi un obiettivo commerciale evidente. Ma, parallelamente, intercettano domande e curiosità che trovano ancora poco spazio altrove.

Nella ricerca emerge una distanza tra l’evoluzione della società e la capacità delle istituzioni di fornire strumenti informativi adeguati. Quando famiglia, scuola o altri attori sociali non riescono a colmare quel vuoto, Internet diventa uno dei luoghi in cui soprattutto le persone più giovani cercano autonomamente informazioni.

I brand osservati entrano proprio in questo spazio: adattano continuamente linguaggi e contenuti ai bisogni delle proprie community e affiancano alla promozione commerciale una produzione informativa e di sensibilizzazione.

La domanda non era semplicemente se questi brand stessero vendendo o informando. Era capire cosa succede quando iniziano a fare entrambe le cose nello stesso spazio.

Cosa mi porto dietro da questa ricerca

Riguardando oggi questo lavoro, ciò che trovo più interessante è il vuoto che lasciava intravedere.

Se una community cerca determinate informazioni e alcuni brand iniziano a produrle, il contenuto non racconta soltanto una strategia di comunicazione. Racconta anche un bisogno, una mancanza e un cambiamento sociale.

È una prospettiva che continua a interessarmi: osservare non soltanto come viene comunicato qualcosa, ma chiedermi perché quel contenuto diventa necessario proprio in quel momento, per quelle persone e in quella società.